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Michele...missionario in Mozambico

  • ilcantiere411
  • 14 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Questa esperienza a me aveva interessato sin dall’inizio perché gli scorsi anni avevo visto e conosciuto altri ragazzi che l’avevano fatta e inoltre avevo pure visto molti video e foto e ho capito subito che avrebbe potuto far per me. Perciò appena fecero l’assemblea a scuola decisi di provare iscrivermi e venni preso. Subito Nadia e Olimpia ci dissero che la preparazione sarebbe stata importante tanto quanto il viaggio vero e proprio per il fatto che andavamo tutti in un paese a noi sconosciuto e soprattutto tra di noi non ci conoscevamo tutti. Durante l’anno abbiamo fatto un incontro al mese e altre volte quando ci siamo visti per fare gli autofinanziamenti. Negli incontri abbiamo trattato temi diversi come il fatto di riuscire a creare un gruppo unito, oppure anche proprio provando ad approcciarci alla lingua, alle abitudine, alle tradizioni, alla geografia e alla storia del Mozambico. Abbiamo anche parlato di alcune nostre preoccupazioni o desideri riguardo a questa esperienza, che come giusto che sia erano presenti per tutti. Come autofinanziamenti invece abbiamo fatto dei mercatini a scuola vendendo salato e dolce, ma abbiamo anche fatto un torneo di burraco, una pizzata, una lasagnata e abbiamo anche allestito un banchetto nel mercatino di Santarcangelo.



Il viaggio vero e proprio è iniziato l’11 Giugno ma non proprio al meglio perché durante l’andata abbiamo avuto a che fare con molti imprevisti. L’andata però è stata utile comunque perché durante questi giorni abbiamo visto molti luoghi e persone che vivono là che a me personalmente sono state utili per entrare veramente nel Mozambico. Siamo atterrati a Beira, una delle città più grandi del Mozambico, poi siamo passati per altre città un po’ alla volta sempre più piccole passando per boschi, pianure e villaggi fino ad arrivare a Charre. Perciò mi sento di dire che ho visto molto del paese ma sono sicuro che c’è anche molto di più da scoprire. Nonostante questo nel momento che siamo arrivati a Charre tutto lo stress e la fatica del viaggio sono scivolati giù come se niente fosse. I sorrisi, le urla e la felicità dei bambini e delle ragazze e dei ragazzi degli internati sono stati indispensabili per me ma penso anche per tutti gli altri. Ci hanno accolto venendoci incontro, ricorrendoci, lanciandoci i fiori e cantando. Subito infatti ho compreso molto di ciò che ci avevano raccontato sull’esperienza. In quel momento ho provato emozioni molto forti che sono anche difficili da spiegare, è stato un po’ un mix di molte sensazioni che nell'insieme è stato inizialmente piacevole anche se poi ripensandoci ho trovato alcuni aspetti negativi. Molte volte mi sono fermato a ripensare bene a quanto un briciolo di “fortuna” in più può cambiare tutto, la cosa più evidente è il luogo dove si nasce .

Ho provato molta ingiustizia, rabbia e tristezza nel vedere molte situazioni là. A partire dai bambini che hanno il sorriso stampato in faccia e nel momento che te li ritrovi davanti solo con uno sguardo riescono a farti sciogliere tutte le tue barriere, ti si fissano dentro e ti lasciano un segno che non scorderai mai. La stessa cosa l’ho vista anche nel parlare con le ragazze già con qualche anno in più piene di sogni ma comunque consapevoli che il loro futuro è già quasi “segnato”. Nonostante ciò loro non mollano, studiano più che riescono e si mettono alla prova sempre, non smettendo mai di sorridere e cantare. Anche nel giocare a calcio o a basket coi ragazzi più grandi capisci come loro siano spensierati, “sereni e felici” di poter essere lì e giocare nonostante c’era chi non aveva le scarpe o chi faceva i palloni con elastici e buste di plastica. Loro sono felici così con quello che hanno. Anche se sono consapevoli che c’è molta gente che “sta meglio e ha più cose di loro”.


In questa missione ho sentito molte sensazioni di tutti i tipi. Infatti auguro e consiglio a tutti di poter vivere almeno una volta nella vita un’esperienza come questa non per forza dove sono stato io ma anche in altri posti dove sono sicuro che si possano provare non le stesse ma alcune molto simili sensazioni, viste , incontri e persone che hanno molto da raccontare e da insegnarci.


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