E...State al cantiere con ELEMENTAL
- ilcantiere411
- 2 giorni fa
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«Ci sono un milione di motivi per cui non può funzionare, un milione di no...
ma c’è anche un sì.» (Wade)
Sì, proprio così, ci sarebbero stati un milione di motivi per stare a casa: il caldo fortissimo di questa torrida estate, il sonno (…perché tutti andiamo a letto un po' più tardi d’estate), la stanchezza dopo un impegnativo anno scolastico…
Invece quel sì all’iscrizione ha portato ad aprire le porte del nostro “E…state al Cantiere” a bimbi e ragazzi che così hanno potuto incontrare e conoscere Ember e Wade!
Chi sono? Ovviamente i protagonisti di “Elemental”, il film di animazione che ci sta conducendo nell’esplorazione di nuove attività e di tanti bei momenti assieme.
Nella fantastica Element City, luogo dove si svolge il film, tutti i personaggi sono personificazioni dei quattro elementi della natura: terra, aria, fuoco e acqua.
Ember è letteralmente una ragazza di fuoco, mentre Wade appartiene al mondo dell’acqua: loro, apparentemente inconciliabili per caratteristiche fisiche, iniziano, passo dopo passo, ad instaurare un rapporto basato sull’ascolto e sul dialogo. In questo cammino, a volte faticoso, di reciproca conoscenza, Ember e Wade arrivano a fare i conti con le proprie vite ed i propri desideri.
Seguendo dunque le loro orme, in queste prime due settimane di attività abbiamo iniziato a entrare in maggiore confidenza di aria ed acqua, riscoprendo come la diversità non rappresenti una minaccia, bensì una risorsa.
Al museo dell’ecologia siamo stati accompagnati ad indagare i “misteri” del volo, nascosti tra penne e piume degli uccelli che solcano il cielo sopra le nostre teste. Matteo Foschi ci ha aiutato a realizzare aeroplanini di carta che volano lontanissimo. Insieme, come piccoli grandi tecnici di laboratorio, abbiamo sperimentato cosa può nascere dall’interazione di un elemento con un altro apparentemente incompatibile. Mettendo insieme il contributo e le idee di tutti abbiamo realizzato un lunghissimo ed “efficientissimo” condotto in cui Wade ha potuto scorrere senza disperdersi.
Il termometro delle nostre emozioni ci ha aiutato a capire cosa ci manda “a fuoco”, proprio come Ember nella bottega del papà; è stato un bel momento in cui rivedere quanto la rabbia non sia un difetto di fabbrica, ma un segnale di allarme di qualcosa che non sta andando per il verso giusto. Facendo poi riferimento a fenomeni meteorologici, come sole, nubi, temporali … abbiamo messo in disegno e in parole un indizio su come stiamo, superando quella fatica di raccontarsi direttamente.
Tra sorrisi, sudate e qualche bisticcio che aiuta a conoscerci, tra silenzi, giochi strutturati e momenti liberi (anche di annoiarsi un po'), sono state davvero due ricchissime settimane !



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