Benedetti siano gli istanti e le piccole cose
Benedetti siano gli istanti, e i millimetri, e le ombre delle piccole cose.
(Fernando Pessoa)
Nel nostro “Cantiere 411” si è appena conclusa la prima edizione di “RESTART”: due ricche settimane che ci hanno emozionato, caricato di entusiasmo per questa nuova stagione di attività alle porte e portato belle riflessioni da continuare a coltivare. Le giornate sono scivolate tra golose merende e un po' di compiti per chi doveva completarli, tra letture e passeggiate, tra laboratori (di cucina, di musica, di lavori con la carta, di riparazione bici…) e tanto tempo e gioco libero, anche per annoiarsi un po' ed inventare.
Lo ammettiamo: abbiamo colto l’occasione di questa prima azione educativa settembrina per sperimentare un po'. Già... perché abbiamo scelto questa volta di non strutturare eccessivamente le giornate e le attività, così come abbiamo pensato di rinunciare ad una cornice narrativa a cui ogni momento si dovesse richiamare. Ci sono stati routine regolari e clima di rispetto di patti sociali condivisi, ma senza l’assillo di seguire un tema obbligato.
La scelta ha portato così al centro la bellezza ed il valore delle piccole cose, ha ridato tempo e spazio per lo stupore.
Noi e i bimbi ci siamo trovati e sentiti più liberi: da impegni e richieste, da “prestazioni da erogare” ed attività da “garantire”. Liberi di viverci reciprocamente senza necessariamente attivare un’azione, senza dover ricorrere a chissà quale mediatore.
Così una camminata nel Bosco degli Gnomi ci ha fatto perdere il senso del tempo perché troppe erano le cose da osservare, annusare, toccare, al punto che del percorso ne abbiamo fatto solo un pezzetto; come potevi trascurare quel ragnetto che si intravedeva là sotto il sasso? E quell’ombra minacciosa? Per non parlare di tutte quelle installazioni così ricche di dettagli…
Così il tempo della merenda si è dilatato tantissimo perché ci siamo accorti che era proprio bello stare lì in cerchio, vicini, a chiacchierare, ma anche solo a fissare una foglia di tiglio cadere.
Così un piazzale e uno skateboard, pure un po' malandato, sono diventati un lunapark entusiasmante che a fine giornata era davvero difficile salutare.
Così una larghissima altalena ovale è diventata una barca volante su cui rimanere sospesi, nell’allegria di quel momento condiviso, raccontandosi barzellette e gustandosi il piacere di ridere in compagnia.
In realtà non sappiamo ancora bene definire il tutto, ma … è come se ad un certo punto avesse preso valore l’esperienza in sé senza un “come viverla e affrontarla”.
E ora che Restart è finito ci portiamo dietro questo zaino bello pieno di stimoli e sorrisi; ringraziamo di cuore tutti quelli che hanno partecipato, per l’entusiasmo e la disponibilità a mettersi in gioco e giocare, assieme.



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